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Dio
è solo oggetto di fede
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Secondo
Hume credere in Dio non è ragionevole.
La religione e' la risposta naturale dell'uomo
di fronte al mistero della vita, e può
essere giustificata soltanto dalla fede: una
dimensione lontana dalla ragione. L'universo
come supposto manufatto di un divino ordinatore
e architetto e' per Hume (Dialoghi sulla
religione naturale) del tutto arbitrario.
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Dio
e il male sono inconciliabili
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Per Hume
la presenza del male nel mondo nega che dall'esperienza
concreta si possa risalire a una divina provvidenza
buona e infinitamente potente. O Dio può evitare
l'esperienza del male ma non vuole e quindi non è
buono; oppure vorrebbe evitarla ma non può, e
quindi non è onnipotente.
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Dio
esiste?
Puntata
del 22 maggio 2001
A una domanda così
radicale si risponde spesso con parole di certezza e insieme
di dubbio. La certezza di un sì o di un no diminuita
dal dubbio invadente su quel sì e su quel no che non
hanno prove razionali.
Giorgio Caproni, in una poesia di un solo verso, conia su questo
conflitto un'assenza debole che non può negare ciò
che è nascosto, è sicuro cioè che "Dio
non c'è ma non si vede".
La disputa fra Hume e Tommaso, rappresentati nel nostro
sito delle idee da Paolo Flores d'Arcais e Bruno Forte, mette
in questione Dio proponendo un percorso in due "corsie"
di pensiero e di tesi contrapposte.
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Vuoi provare a ragionare con noi?
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La
ragione può conoscere Dio
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L'ultima
enciclica del Papa, Fides et ratio,
rifacendosi al pensiero di Tommaso, afferma
che l'esistenza di Dio è dimostrabile.
Tommaso infatti, nella Summa theologiae,
indica cinque vie che conducono a Dio, vere
"prove" che la ragione trae dall'osservazione
dell'universo sensibile: essere perfettissimo
e supremo ordinatore.
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Dio
e il male sono conciliabili
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Solo
se c’e’ Dio il male è riconoscibile come qualcosa di
ingiusto e innaturale. E' Dio nella sua onnipotenza
a scegliere, per amore, di farsi debole davanti alla
libertà dell'uomo, al rischio che questa comporta.
Preferisce la presenza del male nella libertà,
che quella del solo bene nella non libertà.
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