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Per Gorgia, l'inventore della
retorica, la parola, il suo
incantesimo, "seduce, persuade
e trasforma l'anima". La
verità si mischia sempre
alla persuasione, a quell'arte
che fa "sembrare grandi
le piccole cose e piccole le
grandi con la forza del lógos".
Gorgia, per questa convinzione,
si è guadagnato l'appellativo
di sofista, sapiente in greco,
imbroglione nell'immaginario
comune, o meglio, persona in
grado di dimostrare che è
vero anche ciò che non
lo è..
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Gorgia
è un "relativista".
Il vero non è assoluto, unico;
non è sciolto dall'angolo visuale
dell'individuo: tante teste, tante verità.
I sofisti, appassionati viaggiatori,
rafforzano questa tesi con l'esempio
dei valori, costumi e usi diversi conosciuti
nei tanti paesi visitati.
Se
tutto è falso, se ogni cosa è
frutto del sofista truffatore, allora
bisogna saper riconoscere che esiste
un'etica manovrata dal potere, che d'autorità
viene imposto un falso che si presenta
come vero. Si parla oggi di una "tele-etica"
creata e manovrata dai mezzi d'informazione.
La Tv verità, per esempio, quanta
verità trasmette?
La
verità non esiste
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La
verità esiste?
Puntata
dell' 11 giugno 2001
E' il destino della filosofia indagare il vero
per distinguerlo dal falso. La ricerca di un
criterio giusto per riconoscere la
verità percorre sempre la stessa strada
della conoscenza, lungo tutto il pensiero occidentale.
In questo cammino, sua "nemica" storica
è la retorica, la tecnica del discorso
abile che nella diagnosi di Platone diventa
insieme medicina e veleno dell'anima. Anche
le parole disoneste, insomma, possono sembrare
oneste, se magistralmente combinate. E allora,
è possibile e doveroso separarle? Oppure
la verità sarà eternamente mescolata
all'arte della persuasione?
Le prime risposte sono antiche, eppure non superate.
Gorgia da Lentini, campione di retorica, e Socrate
filosofo del dialogo, cacciatore del vero, tornano
a discutere della quaestio per eccellenza della
disputa medievale grazie a due vice del tempo
contemporaneo: Giulio Giorello e Giovanni Reale,
guidati come sempre dal magister televisivo
Antonio Lubrano.
Vuoi provare a ragionare con noi?
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Socrate
è il primo convinto avversario
dei sofisti greci. Non nega
la forza della dialettica, non
disconosce l'importanza dell'attività
retorica, indica però
un fine diverso da quello teso
soltanto alla convinzione virtuosa
di chi ascolta, anzi trasforma
quel fine in un mezzo di purificazione
intellettuale. La verità,
per lui e i suoi seguaci, emerge
dal dialogo. L'unica certezza
è rappresentata dalla
necessità di discutere.
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La
verità è una soltanto,
ed è il frutto raro del dialogo.
Di discutere, dice Socrate, non si finisce
mai. Gli interlocutori, attraverso il
confronto democratico e dando ragione
delle proprie opinioni, arrivano a quella
che il filosofo ateniese chiama "omologhia",
il consenso.
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La verità è
più forte del potere
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Ciò
che è vero s'impone attraverso
la sua stessa evidenza, senza mediazioni.
La verità brilla di luce propria,
non ha bisogno delle suggestioni del
potere per essere creduta.
Non sono necessarie trappole per le
bugie dette dalla "grande maestra"
di retorica del millennio nuovo, la
televisione; le bugie, con la ragione,
si scoprono.
La
verità esiste
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